giovedì 25 aprile 2024

Stupore di vento, una mia poesia



                                         Stupore di vento

 

Stupore di vento dove non c’è altro che  un canto

di angeli invisibili (cos’altro potrebbe essere?)

e un respiro grande come un campo

di crochi, quell’indaco che diventerà scrittura

 lo so. Lì mi sono fermata e con le narici

ti ho toccato, registro estremo di voce, mentre

sfiorando la mia spalla, suturavi lo strazio

e mi dicevi ‘’c’e’ il bene da tanto tempo e non lo vedi’’

e,  sospeso sui monti, sotto forma di nebbia, scendevi

 

flauto  sovracuto di un Dio albero steppa tempesta fieno

per il magro gregge rimasto,  plettro di narcisi

in preghiera nell’edicola votiva.

 

Qui in questo quadro animato da fiori mitologici

tremanti e purissimi, di millenarie  orchidee

e genziane acerbe nulla straripa, tutto sta

chiuso nella cornice come nell’ispirazione.

(Tiziana Marini-Piana di Jenne, Marzo 2024)










 (  Testo e foto di Tiziana Marini © 2024)









































 


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