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sabato 18 marzo 2017

Candele


Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese −
dorate, calde, e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le piú vicine dànno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

Costantino Kavafis

(Traduzione di Filippo Maria Pontani)

 da “Poesie”, “Lo Specchio” Mondadori, 1961

lunedì 20 febbraio 2017


(Dinamismo di un corpo - Umberto Boccioni)
La coppia
 

Spengono la lampada  e il suo globo risplende

un istante prima di sciogliersi

come una pastiglia in un bicchiere di tenebre. Poi si sollevano.

Le pareti dell’albergo si gettano nel buio del cielo.

 
I gesti dell’amore si sono acquietati e loro dormono

ma i pensieri più segreti s’incontrano

come quando s’incontrano due colori  e l’uno nell’altro fluiscono

sulla carta bagnata di un dipinto infantile.

 
È buio e silenzio. Ma la città stanotte

si è avvicinata in fretta. A finestre spente. Le case sono qui.

Vicinissime, stanno serrate in attesa,

una folla di volti inespressivi.
 
Tomas Transtromer  (da Poesia del silenzio'' Crocetti Ed. a cura di M:C:Lombardi)

martedì 7 febbraio 2017


La Poesia

 Nella mia mente è scolpita una poesia
che esprimerà la mia anima intera.

La sento vaga come il suono e il vento
eppure scolpita in piena chiarezza.
Non ha strofa, verso né parola
non è neppure come la sogno.

E’ un mero sentimento, indefinito,
una felice bruma intorno al pensiero.
Giorno e notte nel mio mistero
la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,

e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso
come per librarsi nella sua vaga compiutezza.
So che non sarà mai scritta.
So che non so che cosa sia.

Ma sono contento di sognarla,
e una falsa felicità, benché falsa, è felicità.

Fernando Pessoa

sabato 21 gennaio 2017

Nota di lettura di Tiziana Marini a ''Percorsi di vetro'' di Stefania Di Lino (deComporre Ed. -2012)


Vetro. Vetro come fragilita’. Vetro come trasparenza. E vetro tagliente, scheggia che ferisce, dal graffio allo squarcio. Questo e’ il vetro del titolo  della bella raccolta di poesie’’Percorsi di vetro’’ (deComporre Ed. - 2012) di Stefania Di Lino. E’ il vetro di cui e’ fatto il mondo fuori e dentro di noi e che richiede cautela, attenzione per essere superato senza ferirsi troppo, con lo slancio di passi coraggiosi. E’  il vetro sul quale la Di Lino cammina. ‘’Percorsi di vetro’’e’ una raccolta che, come ci suggerisce   il titolo, coglie il ‘’movimento’’ immanente, il cammino, la dinamicita’ intrinseca nei sentimenti e nel quotidiano. Dice la Di Lino: ‘’oh! me! / Guardiana delle andate. / guardiana dei ritorni. / oh!  me guardiana del divenire.’’ E ancora: ‘’partire mi e’ scomodo, si / ma anche il restare’’. Partenze, ritorni e in mezzo lo zigzag della vita, in solitudine, senza mai  scegliere il percorso meno accidentato. Scrive la nostra Autrice: ‘’…percorsi contorti /…verso indirizzi sconosciuti. /

mercoledì 11 gennaio 2017

Mare nero


Una notte chiara, mentre gli altri dormivano, ho salito
le scale fino al tetto della casa e sotto un cielo
fitto di stelle ho scrutato il mare, la sua distesa,
il moto delle sue creste spazzate dal vento, divenire
come pezzi di trina gettati in aria. Sono rimasto nella lunga
notte piena di sussurri, aspettando qualcosa, un segno, l’avvicinarsi
di una luce lontana, e ho immaginato che tu venivi vicino,
le onde scure dei tuoi capelli mescolarsi col mare,
e l’oscurità è divenuta desiderio, e desiderio la luce che approssimava.
La vicinanza, il calore momentaneo di te mentre rimanevo
su quell’altezza solitaria guardando il lento gonfiarsi del mare
rompersi sulla riva e in breve mutare in vetro e scomparire…
Perché ho creduto che saresti venuta uscita dal nulla? Perché con tutto
quello che il mondo offre saresti venuta solo perché io ero qui?


Mark Strand (da ''Uomo e cammello'' - Mondadori Trad. D. Abeni)

domenica 8 gennaio 2017

Nel silenzio invernale





E' caduta la neve nella mano,
un fiocco tra tanti
uno stupore
un piccolo gelo
che il mio calore ha ucciso.
Non e' cosi' bianco da solo
né cosi' freddo
il solista acrobatico
sbucato da una piega bruna
del cielo.

Allora nel silenzio invernale
che il passo spezza
ne sopporto il peso, paziente
e trovo la ragione di un enigma.
La casuale traiettoria
degli incontri.

Tiziana Marini  (da ''Passa il cuore sulla terra'' - ed.Tracce  2014)

venerdì 9 dicembre 2016

Come un segnalibro



Jee Young Lee - The little match girl


La mano sugli occhi
come un segnalibro.
Approfondisco il tuo profilo
emerso dal vuoto, senza paura.
Lo contemplo nel nervo teso
che ieri non c'era
li' proprio sotto il tuo collo.
Cioe'.
Vedo in esso l'invisibile futuro
l'avvicinarsi di un'esclamazione
la nostra solitudine.


Tiziana Marini da ''Lo scatto della lucertola'' (La Vita Felice -  2016)

venerdì 2 dicembre 2016

Lo scatto della lucertola di Tiziana Marini (Ed. La Vita Felice - 2016)


Lo scatto della lucertola 

 prefazione di Sabino Caronia 

            «Due doveri avrebbe ogni verso. Comunicare un fatto preciso e toccarci fisicamente come la vicinanza del mare» scrive Borges nel suo Prologo a  La rosa profonda.

            È così la poesia di Tiziana Marini: concreta, tangibile, senza ricercatezze stilistiche o inutili virtuosismi, «senza rintocchi e drappeggi», come dichiara lei stessa in un componimento di Passa il cuore sulla terra.

            Vita e morte, macrocosmo e microcosmo, natura e interiorità, i palpiti segreti dell'anima distillati in versi di raffinata sensibilità ed estrema semplicità, sono le caratteristiche che erano già di quella precedente raccolta, dalla brava massaia di La casalinga onnipotente («apparecchio l'amore») alla vedova di Cena per due («Apparecchio per due»).

            Un sottile filo rosso collega Passa il cuore sulla terra - da Trasformazione («Così succede al cuore / che contiene tutto») a La casalinga onnipotente - con Lo scatto della lucertola, dove, non a caso, ritorna fin dall'inizio l'aggettivo 'tutto' (Tutto il cielo sotto, Con tutti gli occhi possibili).

            Diceva Jim Morrison in The celebration of the Lizard «Io sono il Re Lucertola e posso fare tutto».

Solo l'anima vede di Tiziana Marini (Ed. Pagine 2011)

Dalla prefazione di Plinio Perilli : ''....la parola si fa ascolto, si fa guida, mappatura di trasparenza, astrolabio e compasso dorato del cuore. (Anche il suo Oriente divaga e fiorisce occidentale - perché il Levante le si fa Ponente, identico e all'unisono)... La parola si fa lucerna, bussola intimissima, atto di fede e preghiera del suo dirsi, nel suo crescere...''

In copertina: ''Il vestito stellato'' di Tiziana Marini

Forma di padre

Un giorno
presi il tuo maglione
e la tua cravatta
li misi sul letto
come se tu li indossassi
sdraiato.
Mi raggomitolai
nella tua forma
e piansi
nell'abbraccio
delle tue maniche
vuote.
Padre aquilone.

La scatola nera di Chiara Mutti (Ed.Fusibilia - 2016)

Nota di lettura di Tiziana Marini 
Ci regala emozioni autentiche l’ultima raccolta poetica di Chiara Mutti ‘’La scatola nera’’ (Fusibilia – 2016) nella quale la memoria individuale e quella collettiva sembrano fondersi  per meglio decodificare il presente, viverlo alla luce del passato, quasi in un percorso terapeutico, aprendo cassetti o ‘’scatole nere’’ piene di ricordi, esperienze, suggestioni che hanno forgiato e temprato la nostra anima e che ci conducono alla pienezza del presente e alla conquista del futuro, aspirazione impossibile senza il  recupero e il superamento del passato. Poesie costruite senza orpelli inutili, vere, ruvide, inquiete, amare, forti di una forza conquistata lentamente e caparbiamente nella quale i pensieri-ricordi, soprattutto quelli legati all’infanzia,  paragonati alla pelle, alle ferite e alle croste nel loro  processo di guarigione, determinano, condizionano e decidono il nostro essere.